Cammino di preghiera 

il Rosario

Il Rosario, se riscoperto nel suo pieno significato,
porta al cuore stesso della vita cristiana.
                Giovanni Paolo II

 

Poiché la Pasqua é il cuore dell'anno liturgico - nel quale ripercorriamo gli eventi culminanti della vita di Gesù - e la Quaresima é il periodo in cui ci prepariamo a vivere quegli eventi con l'animo pronto ad accogliere il Signore,  la riscoperta del rosario "nel suo pieno significato", che - come ci dice GP II - "porta al cuore stesso della vita cristiana", può essere  un'ottima strada da percorrere in questa Quaresima.

Riscoperta. Per la quasi totalità di noi il Rosario é una ri-scoperta. Nel senso che, più o meno sappiamo cos' è il Rosario: una preghiera in cui, sgranando una corona, si ripete molte volte l'Ave Maria e che normalmente viene recitata in occasione delle veglie funebri e spesso dalle vecchiette in Chiesa. Con questa idea e questa definizione siamo però molto distanti dal pieno significato del Rosario.

Ma non aspettatevi qui una definizione esauriente del Rosario. Il suo pieno significato si comprende soprattutto vivendo questa preghiera, assimilandola, facendola nostra. E questa non è cosa di pochi attimi. Occorre un cammino, un percorso, una scalata verso l'alto.

Per intraprendere una scalata, occorre però il desiderio della vetta. Il desiderio di arrivare in cima ad una montagna e contemplare il paesaggio, di stare lì in silenzio e godere dello spazio aperto e sconfinato. Il desiderio di quella gioia traboccante e primordiale che ci invade e ci fa mancare il fiato.
Non si sta in vetta in eterno e "dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere".
1) Ma quel che abbiamo provato nel cuore ce lo porteremo dentro sempre e vivremo nella certezza che ci saranno ancora altre vette!

Se avete questo desiderio della vetta... "Alzatevi, andiamo!".

 

1) Mauro Corona, Nel legno e nella pietra,  Mondadori 2003.